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Il Codice civile, all’art. 1754 definisce il “mediatore” come: “…colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza...”.
Pertanto, il mediatore è quel soggetto super partes che, nel mettere in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, non propende per nessuna delle stesse, ma si adopera per entrambe restando in posizione di terzietà ed equidistanza.
Ne consegue, in primis, che il compenso per la prestazione svolta dal mediatore non può pesare su una delle parti contraenti in maniera maggiore rispetto all’altra, salvo diverso accordo.

Il contratto online o stipulato per mezzo d’internet, anche detto “contratto telematico” è parte della categoria più ampia dei contratti a distanza disciplinati dal Codice del Consumo.

Infatti, questa particolare tipologia di contratto, costituisce una species del genus dei contratti elettronici o digitali, in quanto, mentre i contratti digitali ricomprendono tutti i contratti conclusi in forma elettronica con l’ausilio di strumenti informatici o telematici, quindi senza l’uso o lo scambio di documenti cartacei, il contratto telematico si connota per la sua particolarità di essere concluso senza che le parti siano presenti nello stesso luogo contemporaneamente, quindi, con l’incontro delle volontà contrattuali che avviene proprio attraverso tali strumenti informatici.